Per scrivere un post LinkedIn con l'AI il metodo più semplice è dare a uno strumento come ChatGPT, Claude o Gemini tre cose: di cosa vuoi parlare, a chi ti rivolgi e che tono usare. In pochi secondi ottieni una bozza che poi sistemi con parole tue. In più, se hai LinkedIn Premium, dentro la piattaforma c'è uno strumento che corregge e accorcia le tue bozze.
Il punto non è far scrivere tutto al computer. È usare l'AI come spalla: per partire dal foglio bianco, trovare l'idea giusta e non perdere mezz'ora a limare ogni frase. In questa guida vediamo gli strumenti, i passi concreti, dove trovare le idee e cinque prompt pronti da copiare.
Perché usare l'AI per i post LinkedIn (e cosa non delegare)
La parte difficile di un post LinkedIn non è scrivere. È iniziare. Quante volte hai avuto un'idea buona e poi sei rimasto bloccato davanti allo schermo? L'AI serve esattamente a questo: ti dà una bozza da cui partire, così il lavoro vero diventa solo migliorarla.
Pensa all'AI come a un collaboratore junior molto veloce. Ti prepara la prima stesura, ti propone tre titoli diversi, ti suggerisce un finale. Ma la voce, le storie vere e le opinioni restano tue. Quelle non si delegano.
Su LinkedIn funziona ciò che suona umano. I post troppo perfetti, pieni di frasi a effetto e di emoji a ogni riga, si riconoscono e annoiano. L'AI è utile per la struttura e la velocità, non per fingere un'esperienza che non hai vissuto.
C'è anche un vantaggio meno ovvio: la costanza. Chi pubblica con regolarità ottiene molto più di chi scrive un post brillante ogni tre mesi. E la costanza si vince proprio togliendo l'attrito iniziale, cioè la fatica di partire. È lì che l'AI cambia le cose.
Gli strumenti che ti servono (e quanto costano)
Per scrivere post non ti serve nulla di esotico. Bastano gli assistenti AI generalisti, che ormai scrivono molto bene in italiano. Ecco i tre più usati e i loro prezzi reali.
- ChatGPT (di OpenAI): ha un piano gratuito più che sufficiente per scrivere post. Il piano Plus costa 20 dollari al mese (in Italia circa 23 euro IVA inclusa) e dà limiti più ampi sui modelli più recenti. Per i post il piano gratuito va benissimo.
- Claude (di Anthropic): molti lo trovano il più naturale nello scrivere testi lunghi. C'è un piano gratuito; il piano Pro costa 20 dollari al mese (17 dollari al mese con pagamento annuale).
- Gemini (di Google): gratuito nella versione base, comodo perché integrato con Gmail e Google Documenti. Il piano Google AI Pro in Italia costa 21,99 euro al mese; c'è anche il piano più leggero Google AI Plus a 9,99 euro al mese.
Situazione a ottobre 2026: il modello principale di ChatGPT a pagamento è GPT-6.1 Sol; per Claude i modelli più recenti sono Sonnet 5.5 e Opus 5.5; Google AI Pro include Gemini 4. I nomi cambiano spesso, ma per scrivere post la differenza tra una versione e l'altra conta poco.
Per scrivere post LinkedIn, parti dalla versione gratuita di uno di questi tre. Solo se li usi ogni giorno per molte cose ha senso passare a un abbonamento.
Esistono anche strumenti pensati solo per LinkedIn, come Taplio, Supergrow o AuthoredUp, che aggiungono programmazione dei post, statistiche e formattazione. Sono utili se pubblichi in modo intensivo per lavoro, ma costano di più (a ottobre 2026 si va da circa 20 dollari al mese per AuthoredUp a 39 dollari per Taplio e Supergrow) e per iniziare non servono.
Il mio consiglio è non farti distrarre dalla scelta dello strumento. La differenza tra ChatGPT, Claude e Gemini, per scrivere post, è minima. Quella che conta è come li usi, e lo vediamo subito.
Come scrivere un post LinkedIn con l'AI: i 5 passi
Ecco il metodo che funziona quasi sempre. Vale per ChatGPT, Claude o Gemini, cambia poco.
- Scegli un'idea concreta. Non "parlo di marketing", ma "racconto l'errore che ho fatto con il primo cliente e cosa ho imparato". Più è specifica, meglio è.
- Dai il contesto all'AI. Dille chi sei, a chi ti rivolgi e che tono vuoi. Senza questo, ottieni un testo generico che potrebbe aver scritto chiunque.
- Chiedi una bozza, non il post definitivo. Fatti dare 2-3 versioni diverse così puoi scegliere l'angolo migliore.
- Riscrivi con parole tue. Togli le frasi che non diresti mai, aggiungi un dettaglio vero, sistema l'inizio. L'apertura è la parte più importante: deve far fermare lo scroll.
- Controlla lunghezza e formato. Su LinkedIn funzionano i post con frasi brevi e righe staccate. Chiedi all'AI di "spezzare il testo in righe corte e leggibili da telefono".
Il segreto è il passo numero quattro. La bozza dell'AI è un punto di partenza, mai il punto di arrivo. Chi pubblica le bozze così come escono si riconosce subito, e di solito raccoglie pochi commenti.
Un dettaglio che fa la differenza: le prime due righe. Su LinkedIn, prima di "vedi altro", il lettore legge solo l'inizio. Se quelle righe non incuriosiscono, il resto del post non lo leggerà nessuno. Vale la pena chiedere all'AI diverse aperture e sceglierne una forte.
Un esempio prima e dopo
Immagina di voler raccontare che hai automatizzato la fatturazione del tuo studio. La versione piatta sarebbe: "Oggi voglio parlarvi di come ho migliorato la gestione delle fatture". Noioso, nessuno si ferma.
Con l'AI e un buon prompt ottieni un'apertura come: "Per anni ho perso un sabato al mese dietro alle fatture. Poi ho cambiato una cosa sola." Questa fa venire voglia di leggere oltre. Il contenuto è lo stesso, cambia come entri nel discorso.
Come trovare le idee per i post (quando non sai cosa scrivere)
Spesso il vero blocco non è scrivere, ma non sapere di cosa parlare. Anche qui l'AI aiuta, a patto di darle materiale su cui lavorare. Non chiederle idee dal nulla, perché ti darà cose generiche. Parti da te.
Prova questo prompt: "Faccio (la tua professione) e mi rivolgo a (il tuo pubblico). Ti racconto la mia settimana di lavoro: (scrivi 4-5 cose successe). Aiutami a trasformarle in 5 idee di post LinkedIn utili e non banali."
Le idee migliori arrivano quasi sempre da queste fonti concrete:
- Un problema che hai risolto per un cliente, raccontato come piccola storia.
- Un errore che hai fatto e cosa ne hai imparato (i post sugli errori funzionano benissimo).
- Una domanda che i clienti ti fanno di continuo, con la tua risposta.
- Un'opinione su una novità o una moda del tuo settore.
- Un dato dietro le quinte del tuo lavoro che pochi conoscono.
Tieni un blocco note (anche sul telefono) dove appunti queste cose durante la settimana. Quando arriva il momento di pubblicare, hai già la materia prima e l'AI fa il resto.
5 prompt pronti da copiare
Copia questi prompt, sostituisci le parti tra parentesi e incollali nel tuo assistente AI. Sono scritti per darti subito un risultato usabile.
- Per raccontare un'esperienza: "Sei un esperto di scrittura per LinkedIn. Scrivimi 2 versioni di un post in italiano in cui racconto questa esperienza: (descrivi in due righe). Pubblico per (il tuo pubblico, es. piccoli imprenditori). Tono naturale e diretto, frasi brevi, niente emoji a ogni riga. Inizia con una frase che faccia fermare lo scroll."
- Per condividere un consiglio pratico: "Scrivi un post LinkedIn in italiano che dà 3 consigli pratici su (argomento). Pubblico: (chi). Usa un elenco puntato semplice e chiudi con una domanda che inviti al commento."
- Per commentare una novità del tuo settore: "Scrivi un post LinkedIn in italiano in cui commento questa novità: (incolla la notizia). Voglio dare la mia opinione da (la tua professione), non solo riassumere. Tono pacato e competente."
- Per trovare l'apertura giusta: "Dammi 8 possibili prime frasi per un post LinkedIn su (argomento). Devono essere brevi, incuriosire e non sembrare uno slogan pubblicitario."
- Per migliorare un post che hai già scritto: "Questo è un mio post per LinkedIn: (incolla). Mantieni la mia voce e il significato, ma rendilo più scorrevole, spezza le frasi lunghe e suggerisci un finale più forte. Non aggiungere emoji."
Nota l'ultimo prompt: spesso il modo migliore di usare l'AI è scrivere tu la bozza e farla limare a lei. Così il risultato resta tuo al cento per cento.
Adattare il tono al tuo settore
Un post che funziona per un creativo non funziona per un avvocato. Il bello dell'AI è che puoi chiederle esplicitamente il tono, e lei si adatta. Ecco qualche indicazione per professioni diverse.
Se sei un avvocato o un commercialista, punta su un tono sobrio e competente. Chiedi all'AI di "spiegare un concetto complesso in modo semplice, senza sembrare un manuale". I tuoi lettori cercano chiarezza, non spettacolo.
Se lavori nel marketing o sei un consulente, puoi osare di più: storie, opinioni nette, qualche provocazione gentile. Qui l'energia paga, ma attenzione a non diventare urlato.
Se hai una piccola impresa o un'attività locale, il tono vincente è quello caldo e umano: racconta le persone, il dietro le quinte, i clienti soddisfatti (con il loro permesso). La gente si affeziona alle storie, non ai listini.
Errori da evitare (così non sembri un robot)
L'AI scrive bene, ma se la usi male i tuoi post diventano riconoscibili e perdono credibilità. Ecco gli errori più comuni.
- Pubblicare la bozza così com'è. Si vede sempre. Leggi a voce alta: se non parleresti così, riscrivi.
- Esagerare con le frasi a effetto. L'AI ama aprire con domande retoriche e chiudere con slogan. Una ogni tanto va bene, una a ogni post diventa stucchevole.
- Inventare numeri o storie. Se chiedi all'AI dati o aneddoti, può inventarli. Usa solo fatti che conosci e puoi verificare.
- Perdere la tua voce. Se i tuoi post non si distinguono da quelli di mille altri, l'AI ha preso il sopravvento. Aggiungi sempre qualcosa di personale.
- Riempire di emoji. Tre emoji in un post bastano e avanzano.
La regola d'oro: l'AI ti fa risparmiare tempo sulla struttura, tu metti il contenuto vero. Quando questo equilibrio si rompe, i risultati peggiorano.
Lo strumento di scrittura AI dentro LinkedIn
LinkedIn ha un suo strumento AI per i post, ma non scrive il post al posto tuo. Si chiama Post Proofreader e lavora sulla bozza che hai già scritto tu. Ti propone tre interventi: correggere ortografia e punteggiatura, accorciare il testo mantenendo il senso, rendere più chiaro il messaggio. Ogni modifica compare evidenziata e decidi tu se accettarla o no.
È una scelta precisa di LinkedIn: nel 2026 ha tolto la vecchia funzione che riscriveva l'intero post con l'AI, proprio mentre cresceva il fastidio per i contenuti tutti uguali generati in automatico. Il messaggio è chiaro: l'idea deve essere tua, l'AI aiuta solo a esprimerla meglio.
Il limite è che Post Proofreader è riservato agli abbonati LinkedIn Premium. Se non hai Premium, non lo vedi. Per questo, se non hai già Premium per altri motivi (ad esempio la ricerca di lavoro o le statistiche), conviene usare ChatGPT, Claude o Gemini gratis: puoi chiedere le stesse cose ("correggi", "accorcia", "rendi più chiaro") e tieni il controllo del testo.
Programmare i post e tenere il ritmo
Scrivere il post è metà del lavoro. L'altra metà è pubblicare con costanza, ed è qui che la maggior parte delle persone molla. La soluzione più semplice è scriverne diversi in una volta sola.
Dedica un'ora a settimana, magari il lunedì mattina, e prepara con l'AI le bozze di tre o quattro post. Poi li rifinisci con calma e li pubblichi nei giorni successivi. In questo modo non parti mai dal foglio bianco a metà giornata, quando hai mille altre cose da fare.
Per chi vuole automatizzare anche la pubblicazione, strumenti come Taplio o Buffer permettono di programmare i post in anticipo: li scrivi una volta e partono da soli all'ora che scegli. Non sono indispensabili, ma se gestisci anche la pagina aziendale ti fanno risparmiare parecchio. La regola resta una: meglio un ritmo lento ma costante che un'esplosione di post seguita dal silenzio.
Cosa puoi fare oggi
Apri ChatGPT, Claude o Gemini nella versione gratuita. Pensa a una sola cosa successa nella tua settimana di lavoro che potrebbe interessare ai tuoi contatti: un problema risolto, una lezione imparata, un'opinione su una novità.
Poi usa il primo prompt di questa guida, scegli la versione che ti piace di più e riscrivila con parole tue. In quindici minuti hai un post pronto. Pubblicalo e guarda come reagisce il tuo pubblico: imparerai più da quello che da mille teorie.
Chi inizia a pubblicare con costanza su LinkedIn, anche solo una volta a settimana, nel giro di qualche mese si ritrova con una rete più viva e con opportunità che prima non arrivavano. L'AI non ti rende interessante al posto tuo, ma toglie l'unica vera scusa che ti tratteneva: il foglio bianco. E quando la scusa sparisce, resta solo la cosa che conta davvero, cioè le tue idee.