Siri potrebbe presto rispondere con la voce di Google o Anthropic. Google pensa che i computer quantistici possano mettere in crisi la sicurezza già nel 2029. E a Washington iniziano a chiedersi quanta elettricità stiano divorando davvero i data center dell’AI. Questa mattina parliamo di assistenti vocali più liberi, crittografia a rischio e bollette energetiche che fanno discutere.
1. Apple pronta ad aprire Siri agli altri chatbot
Secondo un report di Bloomberg ripreso da The Verge, con l’arrivo di iOS 27 Apple permetterà agli utenti di scegliere quale chatbot collegare a Siri. Non solo l’AI “di casa”, quindi, ma anche soluzioni di terze parti scaricate dall’App Store, come Gemini di Google o Claude di Anthropic. In pratica, Siri potrebbe diventare una sorta di centralino intelligente che gira la tua domanda al modello che preferisci.
Non è la prima volta che Apple apre una porta ai concorrenti. Già con iOS 26 aveva integrato ChatGPT per alcune richieste complesse, ma qui il passo è più strutturale: l’utente potrà impostare un chatbot predefinito per generare le risposte di Siri. È un cambio di filosofia importante per un’azienda storicamente gelosa del proprio ecosistema.
Dietro questa scelta c’è anche una pressione competitiva evidente. Google, Microsoft e le startup stanno correndo velocissimo sull’AI generativa, mentre Apple è percepita come più prudente. Offrire libertà di scelta può essere un modo intelligente per non restare indietro, trasformando l’iPhone in una piattaforma neutrale dove vince il modello migliore, non per forza quello interno.
👉 Se usi iPhone, preparati a un futuro in cui potrai “personalizzare il cervello” di Siri. Potrai scegliere il chatbot che ti sembra più brillante o più affidabile per il tuo lavoro. È un po’ come cambiare motore senza cambiare macchina.
Leggi la fonte → (The Verge)
2. Google lancia Gemini 3.1 Flash Live: voce e video in tempo reale
Google ha presentato Gemini 3.1 Flash Live, una nuova versione del suo modello pensata per interazioni vocali in tempo reale. È disponibile in anteprima per sviluppatori tramite la Gemini Live API su Google AI Studio e promette bassa latenza, cioè risposte quasi immediate, e una qualità audio definita da Google come la migliore mai raggiunta finora.
La caratteristica chiave è che il modello è multimodale nativo: può elaborare contemporaneamente voce, video e input testuali. Non si limita a trascrivere quello che dici per poi rispondere in testo, ma gestisce direttamente flussi audio e visivi, rendendo la conversazione più naturale. Inoltre può usare strumenti esterni, come fare una ricerca o attivare un’azione, mentre parla.
Questo tipo di tecnologia è il mattoncino base per assistenti virtuali che non sembrano più chatbot ma veri collaboratori digitali. Immagina un agente AI che guarda il tuo schermo durante una call, ascolta la discussione e ti suggerisce dati o documenti in tempo reale. La corsa non è più solo a chi scrive meglio, ma a chi reagisce più velocemente e in modo più umano.
👉 Tradotto: tra qualche mese potresti parlare con un assistente AI che ti interrompe meno, capisce meglio il contesto e agisce mentre conversa. Per chi lavora tra riunioni e presentazioni, significa meno clic e più dialogo diretto.
Leggi la fonte → (MarkTechPost)
3. Google anticipa il “Q-Day”: la crittografia va cambiata entro il 2029
Google ha aggiornato le sue previsioni sul cosiddetto Q-Day, il giorno in cui i computer quantistici saranno in grado di rompere gli attuali sistemi di crittografia come RSA e ECC. Secondo le nuove stime riportate da Ars Technica, potrebbe arrivare già nel 2029, prima di quanto ipotizzato in precedenza.
Perché è un problema? Gran parte della sicurezza online, dalle email aziendali alle transazioni bancarie, si basa proprio su questi algoritmi. Un computer quantistico sufficientemente potente potrebbe teoricamente decifrare dati oggi considerati sicuri. Anche se queste macchine non sono ancora pronte, i dati rubati ora potrebbero essere decifrati in futuro.
Google invita l’intero settore a migrare più rapidamente verso la cosiddetta crittografia post-quantum, cioè nuovi algoritmi progettati per resistere agli attacchi quantistici. Non è un aggiornamento che si fa con un clic. Richiede anni di pianificazione, test e sostituzione di infrastrutture critiche.
👉 Il punto è che la sicurezza dei tuoi dati aziendali dipende da scelte fatte oggi. Se lavori in ambito IT o gestisci informazioni sensibili, il tema “post-quantum” non è fantascienza ma pianificazione strategica.
Leggi la fonte → (Ars Technica)
4. Negli USA cresce la pressione sui data center: quanta energia consuma l’AI?
A Washington due senatori agli antipodi politici, Elizabeth Warren e Josh Hawley, hanno chiesto all’Energy Information Administration di imporre una comunicazione annuale obbligatoria sui consumi elettrici dei data center. L’obiettivo è capire quanta energia stia assorbendo l’esplosione dell’AI e quali siano le ricadute su bollette e rete elettrica.
In parallelo, il senatore Bernie Sanders e la deputata Alexandria Ocasio-Cortez hanno proposto una moratoria sulla costruzione di nuovi data center finché il Congresso non approverà una regolamentazione completa sull’intelligenza artificiale. Una proposta forte, che segnala quanto il tema sia diventato politico oltre che tecnologico.
I data center che addestrano e fanno girare i modelli AI richiedono enormi quantità di elettricità e acqua per il raffreddamento. Con la corsa globale all’AI, le infrastrutture si stanno moltiplicando e le comunità locali iniziano a chiedere trasparenza. Non è più solo una questione di innovazione, ma di sostenibilità e costi collettivi.
👉 In pratica, l’AI che usi ogni giorno ha un impatto fisico molto concreto. Le scelte politiche su energia e infrastrutture potrebbero influenzare prezzi, servizi e velocità con cui arrivano nuove funzionalità.
Leggi la fonte → (Wired)
5. Anthropic: nasce il divario tra chi sa usare l’AI e chi no
Secondo una nuova analisi di Anthropic riportata da TechCrunch, l’AI non sta ancora sostituendo in massa i lavoratori. Però sta creando un crescente skills gap, un divario di competenze tra chi sa usare bene questi strumenti e chi li utilizza poco o male.
I cosiddetti “power user”, cioè chi integra l’AI in modo sistematico nel proprio lavoro, stanno ottenendo vantaggi misurabili in produttività e qualità dell’output. Non parliamo solo di programmatori, ma anche di professionisti del marketing, consulenti, analisti. L’AI diventa una leva che amplifica le capacità di chi la padroneggia.
Il rischio, secondo l’azienda, è che questa differenza iniziale si trasformi nel tempo in una vera disuguaglianza professionale. Chi impara ora costruisce un vantaggio cumulativo, un po’ come è successo con Excel negli anni Novanta o con i social media nel marketing digitale.
👉 Per te cambia che non basta “aver provato ChatGPT”. Serve metodo, pratica e curiosità continua. Chi investe oggi qualche ora a settimana per sperimentare potrebbe trovarsi domani con un vantaggio competitivo difficile da colmare.
Leggi la fonte → (TechCrunch)
In breve
- Wikipedia ha vietato la pubblicazione di articoli scritti o riscritti con l’AI nella versione inglese. Secondo la fondazione, i testi generati automaticamente violano spesso le linee guida su verificabilità e neutralità. Un segnale forte su come l’AI vada usata come supporto, non come sostituto indiscriminato.
- Reddit introdurrà nuove verifiche per gli account sospettati di essere bot. Gli utenti con comportamenti anomali dovranno dimostrare di essere umani, nel tentativo di ridurre spam e manipolazione. La battaglia tra piattaforme e bot diventa sempre più serrata.
- Google ha lanciato Lyria 3 Pro, un nuovo modello per generare musica più lunga e personalizzabile. Sarà integrato nei prodotti Gemini e in strumenti enterprise, ampliando l’offerta creativa per aziende e creator.
- La startup legale Harvey ha confermato una valutazione di 11 miliardi di dollari, con investitori come Sequoia e Andreessen Horowitz che rafforzano la loro posizione. L’AI applicata al diritto è uno dei settori più caldi del momento.
- ByteDance porta il suo modello video Dreamina Seedance 2.0 dentro CapCut, con protezioni integrate contro l’uso di volti reali o proprietà intellettuale non autorizzata. La generazione video diventa più potente, ma anche più regolata.
Lo sapevi che…
Nel 2025 un team di ricercatori ha usato un modello AI per proporre nuove congetture matematiche che nessuno aveva mai formalizzato prima. Alcune sono ancora sotto verifica, ma l’idea che un algoritmo possa suggerire strade inesplorate nella matematica pura sta facendo discutere le università di mezzo mondo.
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