OpenAI spegne Sora, Nvidia parla di AGI e i data center volano nello spazio

Edizione #23 25 marzo 2026

Quanto dura un "per sempre" nel mondo dell’intelligenza artificiale? A volte meno di un anno. Questa settimana abbiamo visto un colosso spegnere un prodotto miliardario, un CEO dichiarare che l’AGI è già qui e un piano per mettere i data center… in orbita. Nel frattempo, l’AI vuole comprare vestiti al posto tuo e guidarti in giro per Tokyo.

1. OpenAI dice addio a Sora (e al mega accordo con Disney)

OpenAI ha annunciato che sta "dicendo addio" a Sora, il suo strumento per generare video da testo lanciato a fine 2024. La notizia, anticipata dal Wall Street Journal, arriva a pochi mesi da un accordo di licenza con Disney che secondo le indiscrezioni valeva fino a un miliardo di dollari. Un progetto che doveva essere il simbolo dell’espansione di OpenAI nel mondo dell’intrattenimento viene quindi archiviato con sorprendente rapidità.

Sora era stato presentato come il passo successivo dopo ChatGPT: non più solo testo e immagini, ma video realistici creati da una semplice descrizione. L’accordo con Disney serviva a portare questa tecnologia dentro produzioni professionali, con l’idea di accelerare storyboard, effetti visivi e contenuti promozionali. Ora però Sam Altman avrebbe comunicato internamente che sia il prodotto sia l’intesa collegata non rientrano più nelle priorità strategiche.

Il retroscena racconta di costi elevati, complessità tecniche e forse anche di un mercato meno maturo del previsto. Generare video di alta qualità richiede una potenza di calcolo enorme e margini ancora incerti. In un momento in cui OpenAI deve scegliere dove investire ogni dollaro, sembra aver deciso di concentrare le risorse su strumenti più direttamente integrati in ChatGPT e nei servizi aziendali.

👉 Il punto è che nel mondo AI anche i progetti più scintillanti possono sparire in pochi mesi. Se lavori in marketing, media o formazione, evita di costruire strategie interamente su una singola piattaforma emergente. La parola chiave diventa flessibilità.

2. Jensen Huang: "Credo che abbiamo raggiunto l’AGI"

Durante il podcast di Lex Fridman, il CEO di Nvidia, Jensen Huang, ha detto una frase destinata a far discutere: "I think we’ve achieved AGI". L’AGI, o intelligenza artificiale generale, è quell’ipotetico livello in cui una macchina riesce a svolgere qualsiasi compito intellettuale umano. È un termine dibattuto, spesso usato più nei panel che nei laboratori, ma carico di significato simbolico.

Huang non ha sostenuto che le macchine siano coscienti o autonome come nei film. Ha spiegato piuttosto che, in molti test pratici, i sistemi attuali riescono già a superare la media degli esseri umani in una vasta gamma di compiti cognitivi. Tradotto: scrivono, programmano, analizzano dati e rispondono a domande complesse con una versatilità che fino a pochi anni fa sembrava fantascienza.

Le reazioni non si sono fatte attendere. Molti ricercatori sottolineano che l’AGI non ha una definizione condivisa e che le AI attuali restano dipendenti da enormi quantità di dati e da istruzioni umane. Altri leggono la dichiarazione anche come un messaggio strategico: Nvidia è il principale fornitore di chip per l’AI e ha tutto l’interesse a mostrare che siamo entrati in una nuova era.

👉 Tradotto: aspettati che il discorso pubblico diventi ancora più acceso e ambizioso. Per chi guida team o aziende, significa prepararsi a un mondo in cui l’AI non è più vista come assistente sperimentale ma come collega digitale a tutti gli effetti.

3. Claude ora può usare il tuo computer al posto tuo

Anthropic ha aggiornato il suo modello Claude con una funzione che fa un salto notevole: può controllare direttamente il tuo computer tramite gli strumenti Claude Code e Cowork. In pratica, l’AI può aprire file, navigare sul browser, usare applicazioni e perfino eseguire strumenti di sviluppo senza configurazioni complicate. Secondo l’azienda, può farlo anche mentre non sei fisicamente davanti allo schermo.

L’idea è trasformare l’assistente in un vero e proprio esecutore di compiti. Non solo suggerimenti o bozze di email, ma azioni concrete: compilare report, cercare informazioni su siti specifici, organizzare cartelle, testare codice. È un’evoluzione del concetto di agent, cioè un’AI che non si limita a rispondere ma agisce.

Questo tipo di funzionalità solleva entusiasmo e qualche sopracciglio alzato. Da un lato promette un aumento di produttività enorme, dall’altro apre interrogativi su sicurezza e controllo. Dare accesso al proprio computer a un sistema automatico richiede fiducia, policy chiare e probabilmente nuovi strumenti di supervisione.

👉 Se lavori al computer tutto il giorno, questa è una svolta concreta. Nel giro di pochi mesi potresti delegare all’AI intere sequenze di attività ripetitive. La differenza la farà chi saprà impostare bene le istruzioni e verificare i risultati.

4. Blue Origin vuole portare i data center AI nello spazio

Blue Origin, la società spaziale di Jeff Bezos, ha presentato una richiesta per lanciare oltre 50.000 satelliti in orbita con un obiettivo sorprendente: ospitare capacità di calcolo per l’AI. L’idea è creare una rete spaziale in grado di supportare data center fuori dall’atmosfera terrestre. Sì, stiamo parlando di server che elaborano modelli di intelligenza artificiale nello spazio.

Perché farlo? I data center sulla Terra consumano enormi quantità di energia e generano calore difficile da gestire. In orbita, l’energia solare è abbondante e il freddo dello spazio può aiutare nel raffreddamento. Inoltre, si ridurrebbe la pressione sulle infrastrutture elettriche locali, sempre più sotto stress per via della corsa all’AI.

Il progetto è ancora nelle fasi iniziali e dovrà superare ostacoli tecnici e regolatori enormi. Tuttavia, si inserisce in una gara globale per assicurarsi capacità di calcolo sempre più grandi. Quando l’AI diventa infrastruttura critica, anche lo spazio diventa un possibile quartiere industriale.

👉 Il punto è che la fame di potenza di calcolo continuerà a crescere. Questo si traduce in servizi AI sempre più diffusi nella vita quotidiana, ma anche in un impatto energetico che entrerà nel dibattito pubblico e aziendale.

5. ChatGPT e Gemini vogliono fare shopping al posto tuo

La competizione tra OpenAI e Google si sposta sul terreno dello shopping. ChatGPT e Gemini stanno integrando funzioni che permettono non solo di consigliare prodotti, ma di acquistarli direttamente durante la conversazione. Google, per esempio, ha stretto una partnership con Gap Inc. per consentire a Gemini di comprare vestiti da marchi come Gap, Old Navy e Banana Republic.

L’idea è semplice: parli con l’assistente, gli dici che ti serve una giacca per un matrimonio e lui non solo ti propone opzioni, ma completa l’ordine per te. Un’esperienza che unisce ricerca, confronto prezzi e checkout in un unico flusso conversazionale. Meno clic, meno passaggi, più automazione.

Dietro questa mossa c’è una battaglia strategica. Se l’AI diventa il filtro attraverso cui scopri e acquisti prodotti, controllare quell’interfaccia significa controllare una fetta enorme del commercio online. Non è solo una funzione simpatica, è una porta d’accesso ai tuoi consumi.

👉 Per te cambia che l’AI potrebbe diventare il tuo personal shopper digitale. Comodo, certo, ma significa anche affidare gusti e decisioni di spesa a un algoritmo. Vale la pena restare consapevoli di chi suggerisce cosa.

In breve

  • Il fondo storico della Silicon Valley Kleiner Perkins ha raccolto 3,5 miliardi di dollari, di cui 1 miliardo per startup early stage e 2,5 per aziende in fase avanzata. Tradotto: il capitale sull’AI non sta rallentando, anzi si struttura sempre di più.
  • La startup Gimlet Labs ha ottenuto 80 milioni di dollari per una tecnologia che fa girare l’AI contemporaneamente su chip Nvidia, AMD, Intel e altri. Un modo elegante per evitare colli di bottiglia e sfruttare al massimo l’hardware disponibile.
  • In Kentucky una donna ha rifiutato un’offerta da 26 milioni di dollari per trasformare la sua fattoria in un data center AI. Un segnale di quanto l’espansione dell’infrastruttura digitale stia toccando comunità locali e territori rurali.
  • Microsoft sta riducendo le integrazioni considerate superflue di Copilot in Windows. Dopo mesi di entusiasmo, sembra emergere la necessità di inserire l’AI dove serve davvero, non ovunque.
  • A Tokyo parte un progetto pilota di robotaxi con Wayve, Uber e Nissan. Il mercato delle auto autonome si scalda e il Giappone diventa un nuovo laboratorio su strada.

Lo sapevi che…

Esiste un sito chiamato “AI Roundtable” che permette di far rispondere fino a 50 modelli diversi alla stessa domanda, come se fossero a un dibattito pubblico. Puoi vedere dove concordano e dove litigano. È come organizzare una tavola rotonda con 200 cervelli digitali, senza dover prenotare la sala.

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