Anthropic vola a $965 miliardi, l’Illinois mette regole e l’AI ora compra (e investe) per te

Edizione #46 29 maggio 2026

Quanto può valere una startup di AI nel 2026? A quanto pare quasi 1.000 miliardi di dollari. Intanto negli Stati Uniti spunta la legge più severa sulla sicurezza dell’intelligenza artificiale, mentre le AI iniziano a fare shopping e investimenti al posto nostro. E no, non è fantascienza: è quello che sta succedendo questa settimana.

1. Anthropic raccoglie 65 miliardi e sfiora la valutazione da trilione

Anthropic ha chiuso un nuovo round di finanziamento da 65 miliardi di dollari, portando la valutazione post-money a 965 miliardi. Sì, hai letto bene: quasi un trilione per una startup fondata nel 2021. Si tratta di un round Serie H che, secondo le indiscrezioni, dovrebbe essere l’ultimo prima della tanto attesa IPO, cioè lo sbarco in Borsa.

Per capire la portata della notizia, basta un confronto: solo pochi anni fa cifre simili erano riservate a colossi come Apple o Microsoft. Ora un’azienda che sviluppa modelli come Claude viene valutata quasi quanto le più grandi società tecnologiche del pianeta. Gli investitori stanno scommettendo che l’AI non sia solo una moda, ma la nuova infrastruttura di tutto il software.

Il round arriva in un momento in cui la competizione con OpenAI, Google DeepMind e Meta è più intensa che mai. Il mercato non premia solo chi ha il modello più potente, ma chi riesce a costruire un ecosistema di clienti enterprise, strumenti per sviluppatori e partnership strategiche. Questa raccolta record manda un segnale chiaro: Anthropic vuole giocare nella stessa categoria dei giganti.

👉 Il punto è che l’AI non è più un esperimento da laboratorio. È un settore da centinaia di miliardi che attirerà capitali, talenti e nuovi servizi. Per te significa più strumenti AI nei prodotti che usi ogni giorno e una corsa ancora più veloce all’innovazione.

Leggi la fonte → (TechCrunch AI)

2. L’Illinois approva la legge sulla sicurezza AI più severa degli USA

Mentre le aziende raccolgono miliardi, la politica prova a mettere dei paletti. L’Illinois ha appena approvato quella che viene definita la legge sulla sicurezza dell’AI più forte d’America. Il provvedimento obbliga aziende come OpenAI, Anthropic e Google a far verificare da terze parti indipendenti il rispetto di determinati standard di sicurezza.

In pratica non basta più dire “fidatevi di noi”. Le società dovranno dimostrare, con audit esterni, che i loro modelli rispettano criteri di gestione del rischio, prevenzione degli abusi e controllo delle capacità più avanzate. Il governatore JB Pritzker ha annunciato che firmerà la legge, rendendola ufficiale a breve.

Questo arriva in un contesto in cui anche l’Unione Europea e la California stanno definendo regole stringenti. Le aziende di AI stanno quindi costruendo team dedicati a governance e compliance, un po’ come è successo con la privacy dopo il GDPR. La regolamentazione non è più una possibilità remota, è una realtà operativa.

👉 Se lavori in un’azienda che integra strumenti AI, preparati a sentire parlare sempre più di audit, certificazioni e responsabilità. Non è solo una questione tecnica: diventa un tema legale e reputazionale.

Leggi la fonte → (Wired AI)

3. CNN fa causa a Perplexity: l’AI può copiare “verbatim”?

CNN ha fatto causa a Perplexity, la startup che offre un motore di risposta basato su AI, accusandola di generare copie quasi identiche dei suoi articoli. Secondo la denuncia depositata a New York, lo strumento avrebbe riprodotto parti “verbatim”, cioè parola per parola, di contenuti protetti da copyright.

Non solo. CNN sostiene anche che Perplexity fornisca agli utenti informazioni normalmente accessibili solo tramite abbonamento, aggirando di fatto il paywall. È un’accusa pesante, perché tocca il cuore del modello di business dei media digitali.

La questione del copyright è uno dei nodi più caldi dell’AI generativa. Da un lato le aziende tech sostengono che i modelli imparano dai dati senza copiarli intenzionalmente. Dall’altro editori, giornali e artisti vedono minacciata la propria sostenibilità economica. Questa causa potrebbe fare scuola e influenzare altre battaglie legali già in corso.

👉 Tradotto: se usi strumenti AI per riassumere o rielaborare contenuti, il tema dei diritti diventerà sempre più centrale. Le regole su cosa si può usare e come non sono ancora scolpite nella pietra.

Leggi la fonte → (The Verge AI)

4. Google Pay si prepara agli acquisti fatti da agenti AI

Google Pay sta aggiornando la sua infrastruttura per un futuro in cui non saremo solo noi a comprare online. L’azienda ha introdotto un Universal Commerce Protocol e una nuova architettura server pensata per gestire transazioni eseguite da agenti AI, cioè software autonomi che possono prenotare viaggi, fare shopping o pagare servizi al posto nostro.

L’idea è trasformare Google Pay in una sorta di centrale di compensazione per acquisti effettuati da assistenti digitali. Immagina un agente che confronta prezzi, verifica disponibilità, applica coupon e conclude l’acquisto senza che tu debba cliccare nulla. Il pagamento diventerebbe l’ultimo passaggio di un processo interamente automatizzato.

Non è un progetto isolato. Sempre più aziende stanno lavorando su agenti capaci di agire, non solo di rispondere. Questo richiede nuovi standard di sicurezza, autenticazione e tracciabilità, perché dare a un software il potere di spendere soldi non è esattamente una decisione leggera.

👉 In pratica, tra non molto potresti delegare a un assistente AI la gestione di abbonamenti, viaggi o forniture aziendali. La comodità aumenta, ma servirà anche più attenzione su limiti e controlli.

Leggi la fonte → (AI News)

5. Microsoft rinnova Copilot: più veloce e più leggibile

Microsoft ha lanciato una versione rinnovata di Microsoft 365 Copilot, promettendo un’interfaccia più pulita e tempi di caricamento fino a due volte più rapidi. L’obiettivo è rendere le risposte più strutturate e facili da scorrere, soprattutto quando si lavora su documenti lunghi, email complesse o presentazioni.

Il restyling riguarda desktop e mobile e punta a integrare meglio Copilot nel flusso quotidiano di Word, Excel e Outlook. Microsoft insiste molto sul concetto di risposte “affidabili e strutturate”, segno che il tema non è solo la velocità ma anche la qualità percepita.

Nel mercato degli assistenti AI per l’ufficio, l’esperienza utente è cruciale. Se lo strumento è lento o confuso, le persone tornano ai metodi tradizionali. Con questo aggiornamento Microsoft prova a rendere Copilot meno sperimentale e più simile a una funzione standard del pacchetto Office.

👉 Se lavori in Microsoft 365, aspettati un assistente più rapido e ordinato. Piccoli miglioramenti di usabilità possono fare una grande differenza nelle ore passate davanti a Word e Excel.

Leggi la fonte → (The Verge AI)

In breve

  • Nvidia ha annunciato un possibile investimento da 150 miliardi di dollari a Taiwan, definendo l’isola l’“epicentro” della rivoluzione AI. Il piano rafforza il legame con la filiera dei chip avanzati, oggi cuore pulsante dell’intelligenza artificiale globale.
  • Amazon sostiene di aver risolto un problema chiave nelle reti dei data center, accelerando in modo significativo il flusso di dati nella sua infrastruttura cloud. Tradotto: modelli AI più veloci e meno colli di bottiglia dietro le quinte.
  • YouTube permetterà di creare un feed personalizzato chiedendo all’AI cosa vuoi vedere, in base a interessi o stati d’animo. Potrai fissarlo in alto nella home, come se fosse un canale costruito su misura per te.
  • Robinhood apre la sua piattaforma agli agenti AI: potrai creare un account separato e lasciare che un software compri e venda azioni con un budget definito. Opportunità interessante, ma il rischio di perdite resta molto reale.
  • Mistral AI ha stretto una partnership con Digital Realty per ottenere 10 megawatt di capacità di calcolo a Parigi. Un passo importante per rafforzare l’infrastruttura AI europea e ridurre la dipendenza da cloud extra UE.

Lo sapevi che…

Un film di 75 minuti realizzato quasi interamente con l’AI, costato appena 2.000 dollari, debutterà al Tribeca Festival. Si chiama Dreams of Violets e dimostra quanto i costi di produzione possano crollare quando troupe, attori e scenografie vengono generati da un algoritmo.

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