Robotaxi da 16 miliardi, AI che scrivono codice da sole e la realtà che vacilla

Edizione #3 6 febbraio 2026

Sedici miliardi per auto senza conducente, modelli AI che programmano come team junior, e la sensazione crescente che online nulla sia più davvero “vero”. Questa mattina l’AI sembra voler fare tutto insieme: guidare, lavorare, cercare, creare e persino confondere. Facciamo ordine, una notizia alla volta, prima che la giornata parta davvero.

1. Waymo mette il turbo: round da 16 miliardi per i robotaxi

Waymo, la società di robotaxi controllata da Alphabet, ha confermato un nuovo round di finanziamento da 16 miliardi di dollari. È una cifra enorme anche per gli standard della Silicon Valley e arriva dopo anni di investimenti silenziosi ma costanti. Oggi Waymo offre già corse completamente senza conducente in diverse città degli Stati Uniti, tra cui Phoenix, San Francisco e Los Angeles.

Negli ultimi due anni l’espansione è stata particolarmente aggressiva. La flotta è cresciuta, i chilometri percorsi senza incidenti gravi si sono moltiplicati e l’azienda ha iniziato a comportarsi meno come un laboratorio sperimentale e più come una vera compagnia di trasporti. Alphabet, che all’inizio trattava Waymo come una scommessa futuristica, ora la presenta come uno dei suoi asset strategici più promettenti.

Dietro a questo round c’è un messaggio chiaro al mercato. I robotaxi non sono più una demo tecnologica ma un’infrastruttura urbana in costruzione. Mentre concorrenti come Cruise hanno rallentato o fatto passi indietro, Waymo sembra aver convinto investitori e partner che la guida autonoma può finalmente funzionare su larga scala, almeno in contesti ben controllati.

👉 Tradotto: il fatto che qualcuno metta 16 miliardi su auto senza conducente significa che l’idea di muoversi senza guidare sta diventando normale. Non domani mattina in Italia, ma il concetto di “auto come servizio” è sempre meno fantascienza e sempre più modello di business.

Leggi la fonte → (AI Business)

2. Anthropic lancia Claude Opus 4.6, l’AI che ragiona su un milione di parole

Anthropic ha presentato Claude Opus 4.6, definendolo il suo modello più potente di sempre. La novità più impressionante è il contesto da 1 milione di token, cioè la capacità di leggere e ricordare quantità enormi di testo in una sola conversazione. Per capirci, significa poter caricare interi report aziendali, manuali o mesi di email senza che l’AI perda il filo.

Il modello è pensato per il cosiddetto agentic work. In pratica non solo risponde a una domanda, ma può portare avanti compiti complessi in autonomia, come scrivere codice, analizzare documenti o seguire istruzioni articolate passo dopo passo. Anthropic ha anche introdotto controlli di “ragionamento adattivo”, che permettono di decidere quanto l’AI debba essere prudente o creativa.

C’è poi un forte accento sulla sicurezza. Anthropic ha ampliato gli strumenti per limitare usi impropri e migliorare la tracciabilità delle risposte. È una risposta diretta alle critiche secondo cui i modelli sempre più potenti rischiano di diventare scatole nere ingestibili, soprattutto quando entrano nei flussi di lavoro aziendali.

👉 In pratica, se lavori con documenti lunghi o progetti complessi, stiamo entrando nell’era dell’AI che “legge tutto” prima di parlare. Questo cambia il modo in cui puoi delegare analisi, sintesi e persino decisioni preliminari a un assistente digitale.

Leggi la fonte → (MarkTechPost)

3. OpenAI e GitHub puntano sugli agenti che scrivono codice

OpenAI ha lanciato GPT-5.3-Codex, un nuovo modello pensato per programmare ma anche per svolgere attività più ampie su un computer. È il successore dei vecchi Codex, ora più veloce del 25% e capace di combinare competenze di coding con ragionamento e conoscenza professionale. L’idea è superare il concetto di “AI che completa il codice” per arrivare a un assistente che lavora come un collega.

Quasi in parallelo, GitHub ha annunciato l’integrazione diretta di Claude e Codex dentro GitHub, GitHub Mobile e Visual Studio Code. Gli utenti con abbonamenti Copilot Pro Plus o Enterprise possono già provarli in anteprima pubblica. È parte della visione chiamata Agent HQ, dove più agenti AI collaborano su uno stesso progetto.

Il segnale è chiaro. Le piattaforme di sviluppo non vogliono più essere semplici editor di testo, ma ambienti dove l’AI prende iniziativa, propone soluzioni, individua bug e suggerisce architetture. Per molti sviluppatori questo è entusiasmante, per altri un po’ inquietante, perché ridefinisce cosa significa “scrivere codice”.

👉 Il punto è che anche se non sei un programmatore, il software che usi nascerà sempre più da team misti di umani e AI. Questo potrebbe tradursi in strumenti più rapidi da costruire, ma anche in un mondo dove capire cosa fa davvero un programma diventa ancora più importante.

Leggi la fonte → (The Verge)

4. Google Gemini supera 750 milioni di utenti mensili

Google ha annunciato che la sua app Gemini ha superato i 750 milioni di utenti attivi mensili. È un numero che la mette direttamente nella stessa conversazione di ChatGPT e Meta AI. Per Google, che per anni ha dominato la ricerca tradizionale, Gemini è diventato il ponte verso un nuovo modo di trovare e usare informazioni.

La crescita è stata spinta dall’integrazione profonda con Android, Gmail, Docs e gli altri servizi Google. In pratica, molti utenti usano Gemini senza nemmeno percepirlo come un’app separata. È l’AI che suggerisce, riassume, risponde e completa, spesso in modo invisibile.

Questo successo mostra anche quanto l’AI stia diventando un’abitudine quotidiana. Non più qualcosa da “provare”, ma uno strumento che accompagna il lavoro, lo studio e persino la gestione della vita personale. La vera competizione ora non è solo sulla qualità delle risposte, ma su chi riesce a essere più presente nella routine delle persone.

👉 Se usi già prodotti Google, è probabile che l’AI sia entrata nella tua giornata più di quanto pensi. E più utenti significa più dati, quindi risposte sempre più personalizzate, nel bene e nel male.

Leggi la fonte → (TechCrunch)

In breve

  • Reddit vuole trasformare la sua enorme base di discussioni in un motore di AI search. Durante l’ultima call con gli investitori ha parlato di un mercato “enorme”, anche se per ora non monetizzato. L’idea è fondere ricerca tradizionale e risposte generate dall’AI usando i contenuti degli utenti.
  • Secondo Wired, l’app di riconoscimento facciale usata da ICE e CBP negli Stati Uniti non è in grado di verificare davvero l’identità delle persone. È stata usata oltre 100.000 volte, anche se non progettata per quello scopo. Un caso che riaccende il dibattito su privacy e affidabilità dell’AI governativa.
  • Su Internet stanno aumentando gli AI bot che copiano contenuti, commentano e generano traffico finto. Ars Technica parla di una vera e propria corsa agli armamenti, con editori che introducono difese sempre più aggressive. Il rischio è un web meno aperto e più blindato.
  • Amazon MGM Studios inizierà a testare strumenti di AI per film e TV già dal mese prossimo. Si tratta di una beta chiusa per aiutare nella produzione, non per sostituire attori o registi. Hollywood osserva con curiosità e un certo nervosismo.
  • Tinder sta sperimentando l’AI per combattere la cosiddetta swipe fatigue. L’algoritmo userà anche foto del rullino per suggerire match migliori. L’obiettivo è far passare meno tempo a scorrere e più tempo a parlare.

Lo sapevi che…

Alcuni ricercatori usano l’AI per scoprire errori nei libri di testo universitari di matematica. In diversi casi i modelli hanno segnalato dimostrazioni incomplete che nessuno aveva mai corretto. Una specie di correttore di bozze super intelligente per il sapere umano.

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